091013_Lettura_della_Bibbia.jpgAlla ricerca dell’acqua della vita. Otto itinerari al Pozzo di Giacobbe

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In questa pagina vi renderemo partecipi del percorso che alcuni di noi, in unità con tutto il gruppo, porteranno avanti rileggendo, in un clima di ascolto che non vuole partire da alcuna precomprensione ideologica, i principali brani che hanno ispirato, nelle chiese, la condanna dell’omosessualità.

Sommario

Come la Samaritana a Sichem. Quasi una presentazione per condividere un sogno. 2

I brani dell’Antico Testamento. 2

Incontro del 14 Novembre 2009. Maschio e femmina li creò (Gen 1,27) 2

Incontro dell’11 Dicembre 2009. Ricordatevi di Sodoma e Gomorra (Gd 1,7) 2

Incontro dell’8 Gennaio 2010. Che delitto è mai questo? (Gdc 20,12) 2

Incontro del 12 Febbraio 2010. Zolfo e fuoco su Sodoma e Gomorra  (Gen 19,24) 2

Incontro del 12 Marzo 2010. Non giacerai con uomo come con una donna  (Lev 18,22) 3

I brani del Nuovo Testamento. 3

Incontro del 9 Aprile 2010. Né effeminati, né sodomiti erediteranno il Regno. (1 Cor 6,9) 3

Incontro del 7 Maggio 2010. La legge è fatta per i fornicatori e  per i pervertiti (1 Tim1,10) 3

Incontro dell’11 Giugno 2010. Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami (Rom 1,26) 3

 

Come la Samaritana a Sichem. Quasi una presentazione per condividere un sogno.

La samaritana di Sichem, mentre andava a prendere l’acqua al pozzo di Giacobbe, non pensava certo di incontrare qualcuno che avrebbe dato un significato nuovo a tutta la sua vita. D’altra parte, chi avrebbe mai parlato di certe cose con lei, che era samaritana, che era donna, che aveva avuto cinque mariti e che viveva con un uomo che non era suo marito?

Anche noi, quando ci avviciniamo ai brani della Bibbia utilizzati dalle nostre chiese per condannare l’omosessualità, facciamo fatica a superare il pregiudizio di chi si aspetta, sempre e comunque, delle norme, delle parole e delle esortazioni di condanna che, al massimo, si possono ignorare.  Ma anche se le ignoriamo, queste norme, queste parole, queste esortazioni, restano nella Bibbia e ci interpellano. Ecco perché abbiamo deciso di rileggerle insieme: per capire finalmente il senso che possono avere per noi, al di là dei luoghi comuni, delle mode e dei nostri pregiudizi.

La Samaritana, al pozzo di Giacobbe, ha trovato una risposta alle domande che aveva nel cuore. Ripetendo idealmente il suo cammino, speriamo anche noi di incontrare qualcuno che ci dica parole capaci di dare un senso alla nostra vita.

I brani dell’Antico Testamento

Incontro del 14 Novembre 2009. Maschio e femmina li creò (Gen 1,27)

Nei due racconti della creazione dell’uomo di Genesi emerge il progetto che Dio ha su di noi: «Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». E dopo averlo creato, Dio da all’uomo un mandato preciso: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela». Di fronte a queste esortazioni divine come devono porsi le persone omosessuali?

Incontro dell’11 Dicembre 2009. Ricordatevi di Sodoma e Gomorra (Gd 1,7)

Dei brani biblici che vengono citati quando si parla di omosessualità, quello che racconta la distruzione di Sodoma è stato senz’altro il più utilizzato, al punto che, per molti secoli, gli omosessuali sono stati indicati  con il termine di sodomiti. Contrariamente a questa tradizione, l’esegesi contemporanea sostiene che l’omosessualità è un aspetto molto marginale della narrazione e che il peccato di cui si macchiano i sodomiti è la mancanza di ospitalità nei confronti dello straniero. Questa lettura è però smentita, nel Nuovo Testamento,  dalla lettera di Giuda, che parla espressamente di «perversione». Questo ci spinge a rileggere con attenzione tutta la vicenda di Lot, della sua famiglia e della sua città per capire se davvero ci comunica solo parole di condanna.

Incontro dell’8 Gennaio 2010. Che delitto è mai questo? (Gdc 20,12)

Nella Bibbia c’è un racconto molto simile a quelle della distruzione di Sodoma: si tratta dei capitoli 19 e 20 del libro dei Giudici, in cui si parla della distruzione di Gabaa. Anche qui ci sono degli stranieri che non sono accolti dagli abitanti della città che si macchiano di un delitto gravissimo nei loro confronti. Anche qui, alla fine, la città viene distrutta per le colpe dei suoi abitanti. Si tratta di un parallelismo impressionante, che vale la pena di affrontare leggendo i due brani in parallelo per chiedere al Signore di aiutarci a comprendere il senso delle parole che questi brani hanno da dire a noi omosessuali.

Incontro del 12 Febbraio 2010. Zolfo e fuoco su Sodoma e Gomorra  (Gen 19,24)

In questo incontro proporremo una seconda lettura dell’episodio della distruzione di Sodoma e vedremo come, in un testo segnato dalla violenza e dalla distruzione, emerge in maniera sorprendente la grande misericordia di Dio. Cercheremo insieme le tracce di questa grande misericordia per capire come possiamo renderla manifesta nelle nostre vite.

Incontro del 12 Marzo 2010. Non giacerai con uomo come con una donna  (Lev 18,22)

I due versetti del Levitico che condannano gli atti omosessuali non hanno mai incontrato molto successo nella letteratura teologica. I motivi vanno forse ricercati nel fatto che gran parte delle norme proposte in quei testi è ormai desueta. O forse la condanna è troppo dura («Dovranno essere messi a morte» recita il capitolo 20) e non sembrava giustificata. Nonostante questo silenzio noi siamo convinti che anche questi versetti debbano essere letti con attenzione dalle persone omosessuali.

I brani del Nuovo Testamento

Incontro del 9 Aprile 2010. Né effeminati, né sodomiti erediteranno il Regno. (1 Cor 6,9)

Nella prima lettera ai Corinzi Paolo cita effeminati e omosessuali in una lista di vizi. Liste simili erano molto comuni nella letteratura ellenistica del primo secolo e Paolo stesso le usa più volte. Mai, come in questo caso, è però così evidente l’insistenza sull’omosessualità: effeminati e omosessuali non erediteranno il Regno. Ma noi vogliamo ereditarlo il Regno di Dio e, per questo motivo, cercheremo di cogliere, il senso che questo testo di Paolo può avere nella nostra vita cristiana.

Incontro del 7 Maggio 2010. La legge è fatta per i fornicatori e  per i pervertiti (1 Tim1,10)

Meno esplicita di quella contenuta nella lettera ai Corinzi, la condanna proposta dalla prima lettera a Timoteo accosta gli omosessuali agli autori dei peggiori delitti: sacrileghi, patricidi, mercanti di schiavi. Che senso può avere per noi omosessuali vederci paragonati agli autori dei delitti più ripugnanti? Rileggendo questo testo cercheremo di dare una risposta a questa domanda.

Incontro dell’11 Giugno 2010. Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami (Rom 1,26)

Nel  primo capitolo della lettera ai Romani, Paolo individua nell’idolatria il germe della distruzione che si manifesta in una serie di storture tipiche della società pagana e, tra queste storture, ricorda con enfasi particolare, il fatto che uomini e donne «hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura» fino a ricevere in se stessi «la punizione per il loro traviamento». Nel testo di Paolo sembra quasi che la pratica dell’omosessualità sia la punizione riservata a chi volta le spalle a Dio, diventando così il segno definitivo di un destino di dannazione. Ma può un testo del Nuovo Testamento contenere un messaggio così disperato? Oppure in Paolo c’è un invito alla conversione? Le domande che nascono dalla lettura di questo brano sono davvero tante e, insieme, cercheremo di scoprire le risposte che lo Spirito di Dio saprà suggerirci nel momento in cui le leggeremo con un atteggiamento di preghiera.