Chiese Luterane nel mondo: un cammino verso l’inclusione
Il 26 Maggio 2009 veniva eletto vescovo di Stoccolma Eva Brunne, una donna lesbica che convive con una compagna da molti anni. 22 Ottobre 2009, il sinodo della Chiesa luterana di Svezia decide di dare il suo nulla osta alla celebrazione tra persone dello stesso sesso. Si tratta di due passaggi importanti che hanno avuto come protagonista una delle più importanti chiese luterane. Ma quali sono le scelte che le chiese luterane fanno negli altri paesi del mondo? Per farvelo scoprire abbiamo costruito questa pagina.
Le Chiese Luterane sull’omosessualità: una introduzione per orientarsi.
Chiesa evangelica luterana in Italia. Una piccola Chiesa, una grande accoglienza.
Maggio 2010. La Chiesa luterana d’Italia benedirà le coppie omosessuali
Chiesa di Svezia. Le tappe di un percorso di accettazione
Ottobre 2009. La Chiesa luterana di Svezia celebrerà il matrimonio tra persone dello stesso sesso
Maggio 2009. Una donna lesbica è il nuovo vescovo luterano di Stoccolma
Dicembre 2007. La Chiesa Luterana di Svezia sceglie ufficialmente di benedire le unioni omosessuali.
Agosto 2007. La Chiesa di Svezia sfila al Gay pride in nome dell’amore.
Chiesa di Norvegia. Un confronto serrato.
Autunno 2007. Pastori e diaconi omosessuali? Un sì senza condizioni
Settembre 2007. Sulla benedizione delle unioni omosessuali il dibattito resta aspro
Chiese luterana tedesche. Aprire le porte agli omosessuali.
Primavera 2008. Si parla di un vescovo gay nella chiesa Luterana dell’Elba del nord.
Estate 2006. Il Sinodo luterano tedesco decide di benedire le unioni omosessuali
Luterani degli Stati Uniti. Due chiese, due mondi.
Estate 2007. Negli Stati Uniti alcuni preti luterani fanno Coming Out per protesta
Estate 2005. I Luterani degli Stati Uniti si spaccano sui Matrimoni gay
Autunno 2001. Primo pastore gay nella Chiesa Luterana di Florida
Primavera 2001. La Chiesa Luterana del Missouri dice no
Di seguito vi proponiamo un breve testo in cui abbiamo integrato i contenuti di Wikipedia con altre informazioni di cui eravamo in possesso. L’obiettivo è quello di dare un’idea dei diversi atteggiamenti con cui le singole chiese luterane affrontano il problema dell’accoglienza e della valorizzazione delle persone omosessuali.
Situazione all’interno della Federazione Luterana mondiale
Nel 2007, in occasione dei 60 anni della propria fondazione,il Consiglio delle Federazione luterana mondiale (FLM), che si è svolto a Lund, in Svezia, ha preso in considerazioni le conclusioni a cui è giunta una commissione, appositamente costituita nel 2004 per studiare le linee guida che le chiese luterane dovrebbero seguire in materia di matrimonio, famiglia e sessualità. Il dibattito ha messo in evidenza le profonde differenze che sussistono tra le singole chiese a proposito delle unioni omosessuali. Le chiese asiatiche e quelle africane hanno espresso le loro riserve in merito alla possibilità di benedire le unioni omosessuali mentre la Chiesa Luterana di Svezia si accinge a celebrare i primi matrimoni omosessuali. Il pastore Ishmael Noko, segretario generale della FLM, ricordando che la Federazione non ha una propria posizione sull’argomento, ha richiamato tutti all’attento ascolto reciproco e alla tolleranza. Allo stesso modo il vescovo svedese Anders Wejryd ha ricordato come le diverse posizioni e pratiche su questa come su altre questioni, «non sono necessariamente una minaccia per la comunione luterana, fintanto che il centro della Fede comune rimane chiaro».
Stati Uniti
La Chiesa Evangelica Luterana in America (ELCA), la più grande chiesa luterana degli Stati Uniti, ha scelto di non escludere dall’ordinazione ministeriale le lesbiche e i gay, ma chiede agli omosessuali che accedono al sacerdozio di fare una scelta di celibato. E’ però in corso una revisione di questa politica. Al di là delle posizioni ufficiali, nelle chiese che aderiscono all’ELCA la partecipazione delle persone LGBT è vista con favore e gli omosessuali sono incoraggiati a partecipare alla vita delle congregazioni. Le unioni omosessuali non vengono disapprovate, ma non è prevista, al momento, nessuna forma di benedizione. E’ compito delle singole comunità quello di trovare il giusto stile pastorale con cui rapportarsi con lesbiche e gay. Le altre chiese luterane degli Stati Uniti hanno un atteggiamento molto più chiuso nei confronti degli omosessuali e, in tutti i casi, si oppongono al loro matrimonio e all’ordinazione di lesbiche e gay dichiarati. In particolare va segnalata la posizione della Chiesa Luterana del Missouri (molto numerosa e ben organizzata) che, proprio a causa delle profonde divergenze che esprime in merito ad alcune questioni di etica, tra cui l’atteggiamento nei confronti delle persone omosessuali, non aderisce alla Federazione Luterana Mondiale.
Canada
Nel 2006 Lionel Ketola è diventato il primo omosessuale sposato con una persona del suo stesso sesso a diventare vicario di una Chiesa Evangelica Luterana in Canada (ELCIC). Pochi mesi dopo il Sinodo della Chiesa Evangelica Luterana del Canada Orientale ha votato una mozione in cui si da la possibilità alle singole congregazioni di benedire con un rito simile a quello del matrimonio le unioni tra le persone dello stesso sesso. Questa scelta ha creato una situazione di conflitto con gli organismi centrali dell’ELCIC, che sostengono di essere gli unici che hanno la facoltà di prendere una simile decisione. Si è così deciso di portare avanti un dibattito che abbia come obiettivo quello di arrivare a una scelta simile a quella adottata dalle chiese del Canada Orientale nel 2006.
Germania
La maggior parte delle chiese luterana di Stato presenti in Germania hanno, nei confronti dell’omosessualità, un atteggiamento molto liberale che vede con favore la visibilità di lesbiche e gay e che non ha problemi a dare incarichi pastorali a uomini e donne omosessuali. Non c’è invece uniformità di vedute sulla questione della benedizione dell’unione tra persone dello stesso sesso: nel Baden, in Sassonia e nellAssia Waldeck la prassi è quella di benedirle; negli altri Land la scelta è quella di non benedirle. Tutte le chiese luterane tedesche concordano sul fatto che le persone omosessuali sono benvenute nelle loro comunità e sono incoraggiate a partecipare attivamente alla vita della Chiesa. E’ inoltre unanime la condanna per tutte le forme di persecuzione e di discriminazione che riguardano le persone omosessuali.
Svezia
Le Chiese Evangeliche Luterana in Scandinavia, considerano l’omosessualità perfettamente morale e hanno un atteggiamento di grande apertura nei confronti dell’omosessualità. La Chiesa di Svezia, nel 2006 ha iniziato a benedire le coppie omosessuali e ha deciso di iniziare a celebrare, nel 2010, dei veri e propri matrimoni omosessuali. Quanto all’ammissione al ministero pastorale di persone con un orientamento omosessuale sono cadute ormai tutte le resistenze, tant’è vero che, nella primavera del 2009, a Stoccolma, è stato eletto vescovo una donna lesbica che vive una relazione di coppia con una compagna.
Norvegia
La situazione è più contrastata in Norvegia dove è in corso un aspro dibattito tra la maggioranza dei vescovi, che è favore della benedizione delle coppie omosessuali e dell’ammissione di candidati omosessuali al ministero pastorale e una minoranza molto agguerrita che invece si oppone a queste scelte. La stessa situazione si verifica in Finlandia dove la chiesa luterana è divisa su questi argomenti anche se i vescovi più importanti si sono pronunciati pubblicamente in favore della benedizione delle coppie omosessuali.
Prima tra le chiese evangeliche italiani, la chiesa Luterana durante il suo sinodo del 2010 ha deciso di approvare una mozione in cui afferma il diritto delle «coppie dello stesso sesso che vivono un legame vincolante» di essere accompagnate come qualsiasi altro membro della chiesa e ha deciso di istituire una commissione che dovrà approfondire il tema della benedizione delle coppie omosessuali.
Il Sinodo della chiesa evangelica luterana in Italia (CELI), svoltosi a Verona dal 30 aprile al 3 maggio ha riconfermato per un altro quadriennio il pastore Holger Milkau a decano della CELI. Nuovo vicedecano è invece Ulrich Eckert, che succede a Sebastian Zebe, rientrato in Germania alla scadenza del suo mandato alla guida della Comunità di Bolzano. Tra le mozioni approvate quella riferita alle «unioni di vita», in cui si afferma che tutte le persone, senza discriminazione alcuna, hanno il diritto di essere accompagnate nella fede, e in particolare che: «le coppie dello stesso sesso che vivono in un legame vincolante di convivenza sono accompagnate come qualsiasi altro membro di chiesa. Per queste coppie può esservi anche un culto di benedizione. Il culto si differenzia nella forma liturgica dal matrimonio».
«Sono lieto che la mia rielezione coincida con una decisione in un certo senso storica per l’Italia, quale l’avvio di un percorso – per la prima volta da parte di una chiesa – che potrebbe portare all’approvazione della benedizione delle unioni di vita diverse da quelle tradizionali. Un percorso non facile, ma da affrontare con serenità e coraggio e in cui conciliare gli aspetti pastorali e umani» è stato il commento di Milkau a conclusione dei lavori sinodali che hanno visto l’istituzione di una commissione incaricata di approfondire la questione per il prossimo Sinodo. Tra i membri della commissione dovrà figurare almeno una persona che viva una relazione omosessuale.
«La commissione non dovrà stabilire se essere favorevoli o meno a forme di convivenza non tradizionali o alle unioni omosessuali, ma semplicemente lavorerà per capire come operare per accogliere e rispettare realmente tutti, anche chi è diverso dalla maggioranza – continua il decano Milkau -. Se il matrimonio, con il suo valore peculiare nella tradizione cristiana, non è equiparabile ad altre forme di convivenza, la chiesa luterana ritiene legittimo che persone che vivono un sentimento d’amore desiderino valorizzarlo con la benedizione di Dio, che non sarebbe comunque un’affermazione etica bensì pastorale-religiosa. D’altronde, al centro della convinzione evangelica del luteranesimo vi è l’ascolto della parola giustificante di Dio e il reciproco riconoscimento di chi vive percorsi di vita diversi». (NEV del 5 Maggio 2010)
Ecco di seguito il testo della delibera
«Riguardo ad una benedizione pubblica per persone che vivono in una comunione di vita particolare, il Sinodo si attiene alla delibera di Brescia 2003/XIV intendendola come segue: le coppie dello stesso sesso che vivono in un legame vincolante di convivenza sono accompagnati come qualsiasi altro membro di chiesa; per queste coppie può esservi anche un culto di benedizione; il culto si differenzia nella forma liturgica dal matrimonio; il sinodo incarica un gruppo di lavoro per il confronto su questo tema nelle comunità allo scopo di formulare una presa di posizione; il gruppo di lavoro deve essere costituito da almeno una/un pastora/e della CELI, una/un umanista, una persona che viva un rapporto omosessuale ed un membro della conferenza dei presidenti. Le comunità sono parte attiva in questo processo di elaborazione e sono pregate di darne riscontro entro la fine dell’anno 2010».
In Svezia, la scelta dello Stato, di aprire agli omosessuali anche l’istituto del matrimonio, ha messo in moto, all’interno della chiesa luterana, un processo che ha portato alla decisione di celebrare ufficialmente riti nuziali tra persone dello stesso sesso. Ecco di seguito alcuni articoli che parlano di questo argomento.
Gennaio 2009. Un’anticipazione di «Avvenire»
La Svezia potrebbe autorizzare i matrimoni gay nelle chiese luterane dal maggio del 2009 se il Parlamento adotterà una proposta di legge presentata ieri. Lo ha annunciato il partito del primo ministro Frederik Reinfeldt. «La principale proposta contenuta nel progetto di legge si riferisce al fatto che il sesso di una persona non sarà più un ostacolo al matrimonio. La legislazione relativa al matrimonio e le altre leggi riguardanti i coniugi non faranno più distinzioni fra i sessi», si legge in un comunicato del Partito dei moderati. La proposta di legge, che ha suscitato un vasto dibattito nel Paese, sarà sottoposta al voto in una data ancora da stabilire. Al momento, in Svezia, le coppie eterosessuali possono scegliere di sposarsi sia in municipio che in chiesa, mentre le coppie gay sono autorizzate a unirsi in un partenariato reso legale da una cerimonia civile. Tale formula sulle unioni civili dei gay è in vigore dal 1995. Se la proposta di legge venisse approvata, la Svezia diventerebbe il primo Paese ad autorizzare la celebrazione dei matrimoni fra omosessuali nell’ambito della propria Chiesa maggioritaria, quella luterana.
Avvenire.it del 22 Gennaio 2009
Aprile 2009. La nuova legge svedese apre la strada
Il Parlamento svedese ha adottato a larga maggioranza una legge che consente agli omosessuali di sposarsi non solo civilmente, ma anche religiosamente. «Il Parlamento ha adottato oggi la legge sul matrimonio sessualmente neutro» ha annunciato il parlamento di Stoccolma in un comunicato. Sui 349 deputati, 261 hanno votato a favore, 22 contro, 16 si sono astenuti e 50 erano assenti. In Svezia le coppie omosessuali, fino ad oggi, erano solamente autorizzate, dal 1995, a unirsi attraverso un partenariato reso legale da una cerimonia civile. La Svezia, già pioniera in materia di diritto all'adozione per le coppie omosessuali, diventa così uno dei primi Paesi del mondo ad autorizzare la celebrazione di matrimoni gay in chiesa. La Chiesa luterana, separata dallo Stato nel 2000, propone già dal gennaio 2007 alle coppie gay una benedizione delle loro unioni. La Chiesa, di cui il 74% degli svedesi erano membri nel 2007, ha annunciato oggi di sosterrà questa nuova legislazione anche se una conferma definitiva non è di competenza del sinodo che si svolgerà in Ottobre. Sei dei sette partiti politici presenti in Parlamento sono favorevoli alla legge che entrerà in vigore il 1 maggio. Nella coalizione di governo di centro destra solo il Partito dei cristiano-democratici si oppone all'utilizzo della parola matrimonio per le unioni gay, contrariamente agli altri tre partiti della maggioranza e all'intera opposizione. In Europa Settentrionale già il Parlamento norvegese aveva adottato, nel giugno del 2008, una legge che permette il matrimonio omosessuale e che autorizza la Chiesa luterana protestante, religione di Stato in Norvegia, a celebrare le nozze gay. In questo caso però la Chiesa Luterana ha espresso la sua contrarietà e ha detto che solo dopo che si sarà definita una liturgia specifica si potrà prendere in considerazione l’ipotesi di unire in matrimonio persone dello stesso sesso.
Apcom del 1 Aprole 2009
Nozze gay in Svezia? Cosa ne pensano su un blog intaliano
La notizia è marginale, in mezzo a tante altre odierne, ma, dopo il clamore suscitato dalle varie esternazioni papali, l'ho notata con un certo interesse perché dimostra che un'altra chiesa è possibile. Anzi, esiste già. Premetto che non sono luterana o simpatizzante luterana, perché considero, in linea di massima, tutte le religioni ugualmente degne, purché non vengano imposte e non vengano usate per prevaricare. Però,chapeau o riprovazione, a seconda dei punti di vista per la chiesa luterana svedese che da maggio benedirà le unioni omosessuali.
La notizia infatti è questa: entro poco più di un mese gli omosessuali svedesi potranno scegliere se sposarsi in comune o in chiesa. Il Parlamento di Stoccolma ha infatti adottato a larghissima maggioranza (261 sì, 22 no, 16 astenuti e 50 assenti) una norma che consentirà l’accesso al matrimonio anche alle coppi omosessuali. Si tratta di un passo avanti importante rispetto alla legge del 1995 che permetteva un partenariato che veniva ufficializzato con una cerimonia civile. La legge appena approvata prevede esplicitamente la possibilità di scegliere, per le unioni gay, tra il rito civile o quello religioso nella chiesa luterana che, fino al 2000, è stata la Chiesa di Stato e che dal 2007 benedice le unioni omosessuali.
Per arrivare al matrimonio gay nelle chiese luterane di Svezia occorrerà aspettare lo svolgimento del sinodo del prossimo ottobre: la Chiesa luterana ha infatti fatto sapere che, pur essendo a favore del provvedimento votato dal Parlamento, vuole mettere a punto un regolamento interno che contempli, nel caso di obiezione di coscienza da parte di un singolo pastore, le modalità che permettano di conciliare questo diritto riconosciuto con quello della coppia omosessuale di accedere al matrimonio. La soluzione verso cui si pensa di andare è quella di incaricare la Chiesa stessa di trovare un celebrante in grado di sostituire l’obiettore.
Una cosa che è interessante notare a beneficio di quanti credono che una simile decisione sia stata presa da comunisti sovversivi è il fatto che in Svezia governa una coalizione di centrodestra e che il provvedimento sui matrimoni omosessuali era appoggiato, oltre che dai partiti dell’opposizione (tra cui i socialdemocratici), anche da quasi tutti i partiti della maggioranza. Solo i democristiani hanno votato contro la legge, sollevando delle perplessità per l’uso della parola matrimonio.
Da un blog della Stampa del 1 Aprile 2009
Matrimoni omosessuali. Il parere del pastore Lars Gårdfeldt, gay dichiarato.
Gli svedesi possono sposarsi in Comune dal primo maggio 2008, ne parliamo con il Lars Gårdfeldt, prete luterano Göteborg, nella parte orientale della Svezia, dove vive con l’uomo che ha sposato nel 2006, il prete luterano Lars Arnell con cui conviveva da 25 anni. Insieme hanno due gemelli di tre anni.
Lars Gårdfeldt ha consacrato gli ultimi quindici anni a lottare affinché le coppie omosessuali potessero beneficiare degli stessi diritti delle coppie eterosessuali in seno alla Chiesa luterana di Svezia, alla quale appartiene all’incirca l’80% degli Svedesi. Una lotta che paga: visto che ora gli svedesi possono già sposarsi in Comune mentre la Chiesa Luterana sta prendendo in considerazione la proposta (appoggiata dalla maggior parte dei pastori) di unire con un rito religioso le coppie omosessuali.
Perché la questione dei matrimoni omosessuali è così dibattuta?
Il dibattito è stato altrettanto duro quando, una cinquantina di anni fa, la Chiesa ha deciso di accettare le donne prete. Di fronte alle esigenze di riforma alcune persone reagiscono con la paura. Lungo tutta la Storia, d’altra parte, c’è sempre stata una parte dei preti che seguivano gli sviluppi democratici e volevano che la Chiesa ne facesse parte, e altri che vi si opponevano. Quelli che si oppongono al matrimonio gay fanno spesso riferimento alla Bibbia per dire che il matrimonio è una istituzione sacra che può unire solo un uomo ed una donna. Ma se studiassero davvero i passi della Bibbia che parlano del matrimonio non potrebbero eludere i tanti riferimenti che fanno al dovere che la donna ha di obbedire al marito. Rispetto a questi testi la Chiesa ha deciso di emanciparsi rileggendoli alla luce di una più esatta conoscenza della natura umana. Dire che si deve rispettare la lettura tradizionale della Bibbia, specialmente quando si parla dei matrimoni omosessuali, significa far tornare indietro la Chiesa di 200 anni ripudiando tutta una serie di risultati a cui siamo nel frattempo pervenuti. Non si può infatti scegliere di rispettare la lettera del testo biblico in un caso e dire nello stesso tempo che quello stesso testo va interpretato in un altro caso.
E sulla questione dei bambini?
La Chiesa ha sempre celebrato le nozze di coppie che si sapeva fin dal principio che non avrebbero avuto figli. Questo non è mai stato un criterio di giudizio che impediva la celebrazione del matrimonio. E’ dunque molto strano che questo problema venga sollevato proprio ora. Ci sono poi molte coppie gay che hanno già dei figli. Guardi il nostro caso. Anche se, per assurdo, si decidesse di non celebrare il matrimonio delle coppie che non hanno la possibilità di avere figli, occorrerebbe sempre e comunque prendere in considerazione quelle unioni omosessuali, come la mia, che i figli ce li hanno già.
Molte Chiese hanno minacciato di rompere ogni relazione ecumenica con la Chiesa Luterana se accetta il matrimonio gay. Si tratta di una minaccia seria?
Durante gli ultimi vent’anni le relazioni tra i vescovi della Chiesa di Svezia ed il Vaticano sono state relativamente buone. I vescovi sono stati invitati a partecipare a delle messe e ad altre celebrazioni. Non hanno avuto il permesso di partecipare attivamente all’Eucarestia perché il loro sacerdozio non viene giudicato valido, nonostante questo erano felici come dei bambini! prendere parte alla comunione, senza dubbio perché non sono stati giudicati all’altezza, ma erano felici come bambini! Di sicuro questo è uno dei motivi per cui sono così prudenti quando si affronta il problema di celebrare l’unione tra due persone dello stesso sesso.
Dal portale www.gionata.org
Ottobre 2009. La Chiesa luterana di Svezia decide: «Si ai matrimoni gay!»
«Siamo la prima grande chiesa a fare una cosa del genere» ha detto Kristina Grenholm, la responsabile teologica della Chiesa luterana di Svezia nel commentare la decisione che è arrivata dopo che il parlamento svedese, all'inizio di quest'anno, aveva approvato una legge che consentiva agli omosessuali di sposarsi, modificandone una precedente che, pur autorizzando le unioni legali tra le persone dello stesso sesso, non riconosceva loro la possibilità di sposarsi.
«Per quanto mi riguarda, è stata presa la decisione giusta ma posso capire anche il punto di vista di quanti pensino che tutto sia avvenuto troppo in fretta» ha detto, nel corso di una conferenza stampa l'Arcivescovo di Upsala (la sede primaziale della Chiesa luterana di Svezia) Anders Wejryd. La Chiesa ha poi precisato, in un comunicato ufficiale, che comincerà a celebrare questi matrimoni a partire dal primo di novembre.
La Chiesa luterana svedese, separatasi dallo Stato nel 2000, nonostante rimanga quella che conta la più vasta comunità religiosa del paese, aveva detto in passato di essere aperta alla registrazioni delle unioni omosessuali ma di voler riservare il termine matrimonio soltanto alle unioni tra persone di sesso diverso. La nuova legge, entrata in vigore il primo maggio di quest'anno, elimina la distinzioni legali tra coppie di sposi omo ed etero, ma non costringe i sacerdoti contrari a sposare coppie gay.
Un prelato della Chiesa ha spiegato che ai singoli sacerdoti potrebbe non essere richiesto di celebrare matrimoni tra omosessuali. A ogni modo, le chiese locali dovranno assicurare di essere in grado di celebrare le nozze, magari facendo arrivare – se necessario - il prete da fuori.
All'interno della Chiesa ci sono state voci contrarie all'introduzione dei matrimoni gay, che hanno richiamato l'attenzione sul fatto che questo tipo di matrimonio contravvenga alle scritture. Metà delle coppie svedesi si sposano in chiesa, nonostante il numero di coloro che frequentano le funzioni con una certa regolarità sia piuttosto basso.
Lancio Reuters del 22 Ottobre 2009
Alcune reazioni e alcuni commenti
Il Sinodo della Chiesa Luterana di Svezia si è schierato a favore dei matrimoni religiosi per gli omosessuali, nel corso del voto che si è tenuto giovedì mattina. La decisione, basata su una proposta formulata dal consiglio governativo della chiesa, indica che la Chiesa di Svezia celebrerà cerimonie nuziali per coppie eterosessuali ed omosessuali. Il risultato della votazione del Sinodo è stato netto: 176 membri su 249 si sono detti d’accordo. Qualcuno ho posi sottolineato il fatto che questa decisione arriva tre dopo il 30° anniversario di una dichiarazione della chiesa luterana di Svezia che, nel 1979, dichiarò di non considerare più l’omosessualità come una malattia.
«La decisione del Sinodo va incontro alle aspettative dell’opinione pubblica. Indipendentemente dall’essere o meno religiosi, essa riguarda allo stesso modo l’intero clima sociale e l’opinione della gente» ha dichiarato Asa Regnér, capo dell’Associazione Svedese per l’Educazione Sessuale (RFSU), il più grande gruppo del paese sui diritti gay.
A Giugno, il consiglio della Chiesa aveva fatto il primo passo verso i matrimoni tra persone dello stesso sesso presentando una richiesta al Sinodo della Chiesa di Svezia, l’organo decisionale supremo della Chiesa. Il consiglio aveva proposto che la Chiesa continuasse a celebrare le cerimonie nuziali seguendo la nuova procedura entrata in vigore il 1° maggio e concedesse alle coppie gay, in Svezia, lo stesso stato coniugale degli eterosessuali.
Le attuali liturgie continueranno probabilmente ad essere utilizzate con le eventuali modifiche rese necessarie dalla presenza di una coppia omosessuale (si pensi ad esempio alla necessità di sostituire ai termini di marito e di moglie termini inclusivi delle coppie delle stesso sesso).
Un’altra scelta del Sinodo è quella di dare facoltà ai singoli ministri di rifiutarsi di celebrare matrimoni religiosi tra persone dello stesso sesso. In questi casi la parrocchia da cui questi ministri dipendono dovrà farsi comunque carico della celebrazione trovando dei ministri disposti a presiedere il rito.
Dal 2007, la Chiesa di Svezia, che annovera circa il 74% della popolazione, impartisce una benedizione religiosa ai gay per le loro unioni. Con questo decreto questa prassi viene sostituita con la possibilità, per le persone omosessuali, di contrarre un matrimonio religioso e costituisce un’autentica novità nel panorama ecclesiale contemporaneo che, fino ad ora, non aveva mai visto nessuna chiesa importante schierarsi in favore della celebrazione religiosa di matrimoni omosessuali.
Critiche alla decisione del Sinodo svedese sono arrivate dai rappresentanti della Chiesa cattolica e delle Chiese ortodosse in Svezia. «E’ con grande dispiacere che riceviamo la notizia che il Sinodo della Chiesa di Svezia ha deciso oggi di unire le coppie dello stesso sesso e di considerare questa unione come matrimonio. Si tratta di un passo indietro, non solo rispetto alla tradizione cristiana, ma anche rispetto alle idee professate dalle principali religioni del mondo sul matrimonio» si legge infatti in un comunicato congiunto emesso dal vicario Fredrik Emanuelson, incaricato per l’ecumenismo della Chiesa Cattolica e da padre Misha Jaksic, coordinatore della famiglia delle Chiese Ortodosse al Consiglio Cristiano di Svezia (CCS) che hanno aggiunto anche la seguente affermazione: «Noi non uniamo in matrimonio coppie dello stesso sesso nelle nostre chiese e nelle comunità di fede, perché ciò è in chiara opposizione alla tradizione della chiesa e alla nostra intera teoria della creazione».
La decisione del Sinodo luterano in realtà non ha sorpreso le Chiese cattolica e ortodossa perché, come recita il comunicato congiunto: «è stata preceduta da un lungo dibattito» all’interno della Chiesa luterana, cominciato all’inizio di quest’anno quando è entrata in vigore una legge che consente agli omosessuali il matrimonio civile.
Procedendo con la decisione di celebrare matrimoni dello stesso sesso, la Chiesa di Svezia, inoltre, ha ignorato i problemi espressi all’inizio di quest’anno dalla Chiesa di Inghilterra in una lettera scritta con vigore all’arcivescovo svedese Anders Wejryd, e cioè che l’iniziativa potrebbe portare ad «un deterioramento dei rapporti tra le chiese» e il portavoce della Chiesa di Inghilterra, Steve Jenkins, ha confermato che le relazioni tra le due chiese potrebbero essere dirette verso un periodo turbolento sulla scia di questa decisione. «I problemi rimangono!» ha infatti detto al nostro giornale, ma ha anche aggiunto di non essere a conoscenza di nessun passo formale della Chiesa d’Inghilterra nei confronti della decisione della Chiesa luterana svedese.
«Nessuno di noi – conclude infatti il comunicato congiunto – vuole annullare i colloqui ecumenici con la Chiesa svedese. Certamente, questa decisione della Chiesa di Svezia contribuisce ad allargare il divario ma i colloqui sono ora più importanti che mai, se si vuole compiere ciò che Cristo ci ha chiesto e cioè di essere uno, perché il mondo creda».
Il primo vescovo apertamente omosessuale della Svezia è una donna, lesbica, sposata e madre di un bambino. Grande ammiratrice del Presidente Barack Obama vuole impegnarsi per il dialogo ecumenico.
La notizia su un quotidiano svedese
Eva Brunne vive con la compagna Gunilla Linden e il loro figlio di tre anni. Martedì 26 maggio 2009, è stata eletta a capo della diocesi di Stoccolma ed è diventato il primo vescovo apertamente omosessuale in Svezia e la prima lesbica a detenere questa posizione nel mondo. La notizia è passata quasi inosservato sulla stampa nazionale svedese che non sembra molto interessata all'orientamento sessuale del nuovo vescovo della capitale svedese.
Sacerdote ordinato dalla Chiesa luterana nel 1978, Eva Brunne ha detto di essere una grande ammiratrice del presidente Barack Obama. Parlando del suo programma pastorale ha detto di considerare una priorità il dialogo con le altre comunità religiose di Stoccolma anche se, molto probabilmente, la sua omosessualità renderà più complicate molte relazioni ecumeniche. A questo proposito, in un’intervista alla rivista omosessuale QX il nuovo vescovo di Stoccolma ha detto testualmente: «Dobbiamo difendere le cose che sono importanti per noi e non avere paura delle conseguenze che hanno. Solo così l’ecumenismo può andare avanti».
In autunno, la Chiesa Luterana dovrà prendere una posizione in merito alle coppie omosessuali che intendono avvalersi di una cerimonia religiosa per celebrare il loro matrimonio che, occorre ricordarlo, in Svezia è ormai un diritto acquisito. Su questo argomento il nuovo vescovo può far tesoro della sua esperienza, perché quando ha registrato la partnership con la sua attuale compagna, in quanto ministro di culto, aveva chiesto e aveva ottenuto la benedizione della sua chiesa.
D’altra parte il nuovo vescovo di Stoccolma ha lottato a lungo perché gli omosessuali fossero accettati pienamente dalla Chiesa Luterana dando, di questo suo impegno, una lettura profondamente spirituale. Sempre nell’intervista a QX ha infatti affermato che: «Dopo che ciascuno di noi viene battezzato, nessuno può dirgli che non fa parte della Chiesa per il suo orientamento sessuale. La grazia de Battesimo è infatti un dono gratuito che Dio fa a tutti gli uomini, compresi gay, bisex e i transessuali».
Anna Lund sul Tetu del 27 maggio 2009
La notizia in un lancio di Agenzia
La neoeletta vescova luterana di Stoccolma dice che essere lesbica, per lei, vuole significare stare accanto alla gente che si sente impotente. «Io so che ciò significa essere chiamata in causa. - dice Eva Brunne in un articolo sul sito web della Chiesa di Svezia, dopo la sua elezione il 26 maggio - Sono in una situazione fortunata, poiché ho potere e posso usarlo a favore di chi non ha potere».
Brunne è la prima vescova della Chiesa di Svezia a vivere in una relazione omosessuale riconosciuta civilmente, dice l’ufficio centrale della chiesa ad Uppsala, ed è molto probabilmente la prima vescova apertamente lesbica nel mondo.
Cinquant’anni, Brunne vive con la pastora Gunilla Lindén, in una relazione benedetta dalla chiesa. Brunne e la sua compagna hanno un figlio di tre anni. È stata eletta con 413 voti contro i 365 per Hans Ulfvebrand e succederà alla vescova Caroline Krook, che si è dimessa a novembre.
«Una volta battezzati, nessuno può venirvi a dire che non potete far parte della Chiesa perché siete omo, bi o transessauli» ha dichiarato la neovescova al periodico francese Tetu.
Nel 2003, la consacrazione del reverendo Gene Robinson, divorziato e dichiaratamente omosessuale che vive con il suo compagno, come vescovo della Chiesa Episcopaliana degli Stati Uniti (una chiesa che fa parte della comunione Anglicana), provocò una profonda divisione con il rischio di uno scisma all’interno della Comunione Anglicana.
Una situazione simile potrebbe capitare per le Chiese Luterane che, in tutto il mondo, sostengono diverse opinioni su temi come: l’accettazione degli omosessuali nella vita della chiesa; oppure la benedizione di coppie dello stesso sesso che viene praticata in alcuni paesi del nord Europa. Non a caso la Chiesa di Svezia, che ha speciali liturgie per le benedizioni dello coppie dello stesso sesso, è stata aspramente criticata da alcune Chiese Luterane, in particolare da quelle dei paesi africani e nel 2005 i vertici della Federazione Luterana Mondiale hanno rimosso dal suo incarico di consigliere centrale, il vescovo kenyota Walter Obare Omwanza, per aver consacrato un vescovo che sosteneva posizioni scismatiche all’interno della Chiesa di Svezia per essersi opposto alla consacrazione delle donne pastore e al matrimonio di persone dello stesso sesso.
Voce Evangelica/Eni del 6 Giugno 2009
La Chiesa Luterana di Svezia ha detto di approvare l’unione in chiesa tra coppie dello stesso sesso, lasciando però inalterato l’uso tradizionale del termine matrimonio, che verrà utilizzato solo per unire delle coppie formate da un uomo e da una donna.
Il parere della Chiesa Luterana, che in Svezia conta 7,2 milioni di membri su una popolazione di 9,1 milioni di abitanti, era stato richiesto dal governo, che sta preparando una nuova legge sui matrimoni omosessuali.
Dal 1995 la Svezia riconosce l’unione civile tra gay e lesbiche, garantendo loro lo stesso status legale delle coppie sposate. Tuttavia gli omosessuali da tempo lottano per cancellare l’ultima traccia di discriminazione tra le unioni etero e quelle omosessuali. L’attuale legge, approvata nel 1987, definisce il matrimonio come un contratto tra un uomo ed una donna: per andare incontro a questa richiesta si sta pensando di cancellare qualunque riferimento al genere.
Se la nuova legge sarà approvata, la Svezia, già pioniera nel diritto all’adozione per coppie dello stesso sesso, sarà il primo Paese al mondo a permettere che i matrimoni omosessuali vengano celebrati con l’avvallo del culto religioso maggioritario.
La Chiesa Luterana, che dal 2000 non è religione di Stato, offre la benedizione religiosa alle unioni omosessuali dal Gennaio 2007.
The Local del 13 Dicembre 2007
Per la prima volta, la chiesa protestante Luterana di Svezia si è unita al corteo del Gay Pride di Stoccolma per «rompere il grande silenzio delle masse» sugli omosessuali, i bisessuali ed i transessuali. «L'amore è più forte di tutto». Questo lo slogan in nome del quale la Chiesa di Svezia ha dato la sua adesione mandando una delegazione composta da una trentina di persone, tra le quali c’erano anche i rappresentanti delle cattedrali di Stoccolma ed Uppsala.
«La chiesa svedese è una chiesa aperta dove ciascuno ha il suo posto» ha detto Ann-Katrin Bosbach, pastore ad Uppsala e ha ricordato che, dal gennaio del 2007, le coppie omosessuali possono chiedere la benedizione della loro unione.
La Svezia, pioniera nella legalizzazione dell'adozione per gli omosessuali, sembra incamminarsi ormai verso il matrimonio religioso delle coppie omosessuali.
Da Le Figarò del 4 Agosto 2007
Dopo un approfondito dibattito la Chiesa Luterana di Norvegia ha deciso di muoversi nella direzione di accogliere tra i suoi ministri anche le persone che vivono una relazione di coppia omosessuale. Di seguito vi proponiamo alcune notizie di agenzia che riprendono i vari momenti di questo dibattito
Chiesa di Novegia. Sì ai preti omosessuali che vivono una relazione di coppia registrata.
Il Consiglio nazionale della Chiesa Luterana di Norvegia raccomanda al Sinodo generale della Chiesa (legislativo) di permettere agli omosessuali che vivono in partnership registrata di servire come vescovi, pastori, diaconi o cappellani. Secondo la politica attuale della Chiesa di Norvegia, le persone che vivono in partnership omosessuale non potrebbero essere consacrate. Nondimeno, numerose diocesi hanno già dei preti e dei diaconi che vivono in partnership omosessuale, avendo alcuni vescovi scelto di non conformarsi alla politica attuale della Chiesa. Il cambiamento proposto non sarà tuttavia imposto ai vescovi che non lo condividono: i ricalcitranti avranno sempre la possibilità di rifiutare di ordinare delle persone che vivono in partnership omosessuale registrata se essi ritengono che si tratti di una violazione dell’insegnamento della Chiesa, ha precisato il Consiglio. «La nostra raccomandazione non significa che la Chiesa avrà due opinioni ugualmente ufficiali su questa questione, ma che essa riconosce l’esistenza di queste due opinioni», ha dichiarato il presidente del Consiglio nazionale, Nils-Tore Andersen.
Protest Info/Eni del 20 Settembre 2007
Vescovi luterani norvegesi favorevoli all’ordinazione di omosessuali
Il Consiglio dei vescovi della Chiesa evangelica di Norvegia ha deciso di porre all’ordine del giorno del proprio Sinodo (l’organo decisionale della chiesa) la possibilità di consacrare al ministero pastorale persone registrate in unioni con partner dello stesso sesso. La decisione è stata comunque sofferta e ha diviso i vescovi luterani norvegesi: sei si sono dichiarati favorevoli e cinque contrari. I vescovi sono infatti consapevoli che una decisione favorevole del Sinodo metterebbe alla prova l’unità della chiesa. «Qualunque sia la decisione del Sinodo», ha dichiarato il vescovo Ole Christian Kvarme, uno degli oppositori della proposta, «dovremo mostrare di saper vivere insieme in fraternità». La proposta prevede comunque che un vescovo contrario possa rifiutarsi di consacrare al ministero una persona convivente in una relazione omosessuale.
Voce Evangelica/Eni del 27 Ottobre 2007
Norvegia: chiesa luterana, sì ai pastori gay
La Chiesa Luterana di Norvegia ha deciso a maggioranza di autorizzare l’ordinazione di omosessuali anche sessualmente attivi, a membri del suo clero. Con 50 voti a favore su 84, infatti, il Sinodo generale, la più alta istanza della chiesa nazionale protestante norvegese, ha approvato una risoluzione che annulla l’attuale divieto a ordinare omosessuali che abbiano delle relazioni di coppia. La norma si applicherà sia agli uomini che alle donne.
ANSA del 16 Novembre 2007
I luterani norvegesi dicono sì ai pastori omosessuali
La Chiesa luterana di Norvegia ha deciso ieri a maggioranza di autorizzare l'ordinazione di omosessuali, uomini e donne, anche «attivi», a membri «minori» del suo clero. Con cinquanta voti a favore su ottantaquattro membri del Sinodo generale, la più alta istanza della Chiesa nazionale protestante norvegese ha approvato una risoluzione che annulla l’attuale divieto a ordinare omosessuali attivi nel clero luterano, una votazione la cui prospettiva aveva suscitato le critiche dei settori più conservatori della Chiesa a Oslo. La votazione di fatto ha però sancito una divisione nel Sinodo, demandando la questione ai vescovi al quali resterà l’ultima parola. E’ probabile che questa sarà favorevole alla direttiva indicata ieri dal Sinodo. La maggioranza degli undici vescovi norvegesi infatti è di vedute liberali sui temi che riguardano la sfera sessuale del clero. Spetterà a ciascun vescovo decidere se affidare a fedeli omosessuali gli incarichi di pastore, diacono o vicario.
Corriere della Sera del 19 Novembre 2007
Norvegia: missione si stacca dalla chiesa
La Norwegian Lutheran Mission, la più grande agenzia missionaria del paese, attiva all’estero, non si considera più facente parte della Chiesa luterana di Norvegia. Lo ha comunicato la televisione di stato norvegese NRK. Il segretario generale della Missione, Ola Tulluan, ha dichiarato che la decisione dell’agenzia missionaria di staccarsi dalla chiesa luterana di Norvegia è legata alla decisione, presa dal sinodo generale norvegese, lo scorso 16 novembre, di accettare l’ordinazione al ministero pastorale di omosessuali che vivono in una relazione di coppia registrata.
Voce Evangelica/Eni del 5 Dicembre 2007
La situazione particolare della chiesa luterana di Norvegia che è anche la religione ufficiale dello Stato scandinavo ha creato una situazione di tensione con le autorità politiche che chiedono ai vertici religiosi di imporre a tutti i ministri l’obbligo di benedire le unioni tra le persone dello stesso sesso. Quella che vi proponiamo è una notizia che si inserisce in questo dibattito.
Norvegia. Il governo critica l'opposizione del vescovo di Oslo a un matrimonio gay
Nello giugno scorso, la Norvegia è diventato il sesto paese al mondo che ha legalizzato il matrimonio delle coppie omosessuali. L’entrata in vigore della legge è prevista per il primo gennaio 2009. Questa riforma ha fatto però nascere un caso tra il governo norvegese e la chiesa luterana che, in Norvegia, oltre ad essere la confessione cristiana più seguita, è anche la religione ufficiale dello Stato.
Il 12 settembre scorso, infatti, il vescovo di Oslo, monsignor Ole Christian Kvarme, ha tentato di opporti alla benedizione di una coppia omosessuale che un prete donna della sua diocesi aveva dichiarato di voler fare. Quando è venuto a conoscenza dell’iniziativa del prelato il Ministro della Giustizia, Knut Storberget ha dichiarato che: «Quando la Chiesa crea problemi continui all’omosessualità, deve essere ritenuta responsabile dei pregiudizi che ne vengono fuori» e ha aggiunto di essere particolarmente scioccato dal fatto che: «Una Chiesa finanziata dallo Stato, che deve essere al servizio delle persone agisca con modalità che alimentano il pregiudizio, l’odio e la violenza».
In una lettera al ministro dei Culti, il vescovo ha però accusato il ministro Knut Storberget di «mancare di rispetto al processo democratico che è in atto all’interno della Chiesa Luterana norvegese» e ha chiesto al governo una mossa chiarificatrice. Una cosa è comunque sicura: la questione del matrimonio religioso delle coppie omosessuali diventerà presto un tema con cui la Chiesa Luterana di Norvegia dovrà fare i conti.
Dal sito www.tetu.com del 16 Settembre 2008
Nella prima metà del 2008 la Chiesa Luterana tedesca ha vissuto un momento di confronto di fronte all’ipotesi molto concreta di avere a che fare con il primo vescovo dichiaratamente gay della sua storia. Per darvi un’idea di questo dibattito vi proponiamo un articolo dedicato alle reazioni della Federazione Luterana Mondiale, un breve pezzo, basato su un lancio di agenzia, in cui si riassume l’intera vicenda e una riflessione di un’intellettuale cattolico molto stimato in tutte le chiese cristiane tedesche.
Caso Gorski: la Federazione Luterana Mondiale si defila.
La Federazione Luterana Mondiale ha ribadito che non intende essere coinvolta nella polemica sollevata dalla candidatura a vescovo, nella Germania del nord, del pastore Horst Gorski, dichiaratamente omosessuale. Il segretario generale del Federazione Luterana Mondiale, il reverendo Ishmael Noko, ha infatti detto all'agenzia di informazione protestante tedesca Evangelischer Pressedienst (Epd) di Ginevra che la possibile elezione in Germania di Gorsky come primo vescovo dichiaratamente gay, è una questione interna della Chiesa Luterana Evangelica dell'Elba del nord e ha confermato di non voler prendere alcuna posizione riguardo a questa candidatura.
«Non è di mia competenza - ha ricordato il reverendo Noko, che però ha riconosciuto che non ci sono pareri uniformi sulla questione omosessuale all'interno della federazione luterana, osservano che – quella dell'omosessualità è una delle molte sfide pastorali che oggi dobbiamo affrontare».
La Chiesa Evangelica Luterana dell’Elba del Nordfa parte della Federazione Luterana Mondiale di Ginevra a cui aderiscono 140 chiese che, nei 78 paesi in cui sono presenti, raccolgono poco meno di 70 milioni di fedeli.
Già la consacrazione, negli Stati Uniti, del gay dichiarato Gene Robinson a vescovo della Chiesa Episcopaliana (che fa parte della comunione Anglicana), avvenuta nel 2003, aveva provocato una profonda divisione che rischia di provocare uno scisma tra gli 80 milioni di membri delle chiese anglicane.
In Germania il reverendo Gorski, che attualmente è decano di Altona, ad Amburgo, è uno dei candidati, insieme al reverendo Gerhard Ulrich, che il 12 luglio di quest’anno potranno succedere al vescovo Hans Christian Knuth sulla cattedra della diocesi di Schleswig. Di fronte alla prospettiva di una sua eventuale elezione il movimento conservatore Church movement for the Bible and the Confession in North Elbia ha protestato duramente per voce del suo presidente, il reverendo Ulrich Reuss, che ha detto che: «Se Goski diventasse vescovo lascerebbe spiritualmente senza casa molti cristiani che sono fedeli alla Bibbia e alle tradizioni della Chiesa». Nel commentare le parole di Reuss il presidente del sinodo della Chiesa dell’Elba del Nord, Hans Peter Strenge le ha duramente rifiutate, definendole «diffamatorie».
Già nel 2003, durante la sua assemblea annuale che si era svolta a Winnipeg, in Canada, la Federazione Luterana Mondiale aveva iniziato una discussione sulle tante questioni riguardanti il matrimonio, la famiglia e la sessualità e, in occasione dell’assemblea che si è svolta nella città svedese di Lund nel 2007, il consiglio della Federazione aveva presentato un rapporto sulle linee guida da seguire e sui passi da compiere. L’assemblea ha però deciso di proseguire la discussione fino al 2012, come del resto ha ricordato lo stesso reverendo Noko, quando ha detto che: «Attualmente le Chiese stanno discutendo questi problemi al loro interno».
Ispirato dall’insegnamento di Martin Lutero nel XVI secolo, il luteranesimo si diffuse in quasi tutti gli stati tedeschi, in Danimarca (nel 1536), in Svezia (tra il 1527 e il 1540) e in Norvegia (nel 1547). In Scandinavia, influenzato anche dalle monarchie che l’hanno adottato come religione di Stato, ha avuto un carattere più tradizionalista e ha mantenuto molte delle strutture ecclesiastiche cattoliche tra cui l’episcopato. Oggi il luteranesimo conta circa 70 milioni di fedeli che vivono in massimo parte nell’Europa settentrionale.
Articolo pubblicato il 10 Giugno 2008 su Ecumenical News International
Alla fine il pastore Horst Gorski non ce la fa
Il pastore luterano tedesco Horst Gorski non ce l'ha fatta a diventare il primo vescovo omosessuale in Germania: il sinodo della Chiesa luterana dell'Elba settentrionale gli ha preferito l'altro candidato, il pastore Gerhard Ulrich. Lo ha reso noto un portavoce della Chiesa protestante dello Schleswig-Holstein, la regione più settentrionale della Germania, al confine con la Danimarca. Ulrich ha ricevuto 77 voti e sarà per i prossimi dieci anni a capo della diocesi Schleswig e Holstein. Gorski, che ha 51 anni, ha ricevuto 56 voti. Appena rieletto alla sua carica nel quartiere di Altona, ad Amburgo, l'omosessuale dichiarato e fondatore di una associazione per tutelare gli interessi dei pastori protestanti, uomini e donne, omosessuali, aveva presentato la sua candidatura a vescovo, contando sulla sua popolarità anche fuori dalla sua parrocchia di Altona, e sui suoi solidi studi di teologia. I suoi interessi fuori dai temi più strettamente di chiesa lo hanno fatto schierare a favore della pace nel mondo e contro il neoliberalismo globalizzato. Il pastore è stato però in passato anche criticato da alcuni fedeli per la sua consuetudine di invitare «persone e animali» al servizio religioso del lunedì di Pentecoste: in quell'occasione il prelato consente ai suoi fedeli di portare in chiesa anche gli animali domestici.
La Federazione Luterana Mondiale, della quale fanno parte 140 Chiese presenti in 78 paesi che rappresentano circa 68 milioni di cristiani, aveva fatto sapere che non intende essere coinvolta nelle polemiche sollevate dalla candidatura a vescovo nella Germania del nord del pastore Gorski, dichiaratamente omosessuale. «Si tratta di una questione interna a quella Chiesa» aveva detto il segretario generale, Ishmael Noko, alla agenzia protestante tedesca (Epd).
Già la consacrazione, negli Stati Uniti, del gay dichiarato Gene Robinson a vescovo Episcopaliano (una delle denominazioni che aderiscono alla comunione Anglicana) avvenuta nel 2003, secondo Noko, aveva innescato una profonda divisione e una minaccia di scisma tra i 77 milioni di membri della Comunione Anglicana mondiale.
La mancata elezione di un vescovo omosessuale in Germania giunge a pochi giorni dalla decisione del Sinodo della chiesa d'Inghilterra di dare il via libera alle donne vescovo.
Gazzetta del Sud del 13 Luglio 2008
Vescovi gay. Perché la chiesa luterana non rischia lo scisma?
Sulla conferenza di Lambeth che riunisce oggi solo una parte dei vescovi anglicani, accusati di idolatria dai progressisti, e boicottati per apostasia dai conservatori, il tedesco Otto Kallscheuer, per essere un cattolico renano, ha le idee chiare. «Mi sembra evidente che si vada verso uno scisma. Non credo ci siano altre possibilità per l’arcivescovo di Canterbury. Rowan Williams ha scritto un libro di riferimento sull’arianesimo, splendidi saggi su Sant’Agostino, ma deve affrontare un’impresa impari: mediare tra l’alta chiesa anglicana, conservatrice e filocattolica, la chiesa bassa che ha una convergenza obiettiva con la prima, e la chiesa media, liberal e progressista, per cercare di tenerle unite». Kallscheuer, che è autore di libri importanti sul ritorno della fede dopo la fine delle ideologie (Gottes Work und Volkes Stimme del 1992 e il più recente La Scienza del buon Dio, una teologia per credenti e miscredenti, agnostici e atei) è convinto che il dibattito teologico sul tema della sessualità nasconde una ragione di ordine geopolico. «La questione in effetti interferisce col divario postcoloniale tra il nord del mondo - ormai in balìa a una forma di egalitarismo edonistico e agli effetti ultimi della liberazione sessuale - e il sud del mondo, che i sotto pressione dell’Islam radicale deve difendere un pensiero forte e quindi invoca una versione identitaria della religione, fondata sulla difesa della sessualità tradizionale, visto che la prima identità è quella di genere e quindi sessuale». Insomma, in Nigeria, secondo Kallscheuer, il vescovo Akinola, anche volendo, non potrebbe permettersi di aprire a preti o vescovi omossessuali, come i canadesi e americani, perché resterebbe schiacciato nella lotta tra l’Islam radicale e il Cristianesimo evangelico, in crescita in tutto il continente. «Dopo la decolonializzazione - spiega Kallscheuer - la chiesa anglicana è diventata una specie di federazione internazionale di chiese. L’impero si è dissolto, si è trasformato in commonwealth. Le chiese hanno seguito lo stesso movimento, e adesso il divario identitario rischia di rendere impossibile la convivenza».
Questo, però, vorrebbe dire la fine dell’eccezione anglicana, una chiesa divenuta multinazionale, quando lo stato nazione si è trasformato in impero, e poi inghiottita dalla deriva stessa dell’impero? «Sarebbe la fine della combinazione tra cattolicesimo e protestantismo iniziata cinque secoli fa da Enrico VIII, che per divorziare da Caterina d’Aragona e riconoscere i figli avuti da Anna Bolena, ruppe col papa di Roma. Difficile però tenere insieme l’elemento istituzionale, e cioè una chiesa di vescovi, e la parola evangelica, refrattaria all’istituzione. E’ questo a rendere impervia la mediazione dell’arcivescovo di Canterbury, che a differenza del papa non ha alcun potere giurisdizionale, ma dovrebbe governare un sinodo internazionale avendo perso autorità sul Sud del mondo».
In Germania, invece, la riforma ha dato altri frutti. E’ vero che anche lì la chiesa luterana, seconda confessione ufficiale dopo quella cattolica, registra una forte depressione. E’ vero che è una chiesa istituzionalizzata, «quasi di Stato - dice Kallscheuer - e si identifica con lo Stato sino a rappresentarne la coscienza umanitaria». Ma rispetto all’esempio anglicano, sembra essere più impermeabile all’air du temps. In Germania non ci sono ancora vescovi gay, ma esistono tre vescovi donna. «Nello Schelswig-Holstein - ricorda Kallscheuer - stava per essere nominato il primo vescovo luterano gay confesso, un teologo molto stimato, alla fine però il sinodo ha scelto per 52 a 47 il suo concorrento eterosessuale». Anche nella chiesa luterana la scelta di un vescovo può essere elettiva, come in America per gli anglicani – vedi il caso del vescovo del New Hampshire Gene Robinson. E anche in Germania si discute di preti gay. Fra i cattolici ha prevalso «la chiarificazione teologico morale voluta da Ratzinger» dice Kallscheur: «L’essere gay in sé non impedisce di farsi prete, a condizione di fare voto di castità, come gli etero». Per i protestanti invece la riflessione non tocca la coscienza pastorale: «Non esiste il sacramento del sacerdozio. Il pastore luterano, certo, viene ordinato secondo procedure ecumeniche, ma questo non ha impedito che venissero ordinati tre vescovi donne (come Ulla Jeppsen ad Amburgo, Margot Kässmann ad Hannover, madre di quattro figli che dopo un cancro al seno si è pure separata, ammettendo in pubblico che, col marito pastore, era tutto finito, e Berberl Wartenberg Potter, che ha sposato un pastore nero, funzionario del consiglio delle chiese riformate ortodosse)». Quanto ai matrimoni omosessuali, in un paese che riconosce le unioni civili, e elegge, come a Berlino, sindaci dichiaratamente gay, «ci sono radicali progay vogliono sposarli in chiesa, mentre i conservatori si oppongono, ma la Chiesa per ora non si pronuncia e sorvola sulla questione». Per questo non esistono lacerazioni come quella di Lambeth in Gran Bretagna: «La chiesa anglicana ne uscirà più lacerata che mai. - dice Kallscheuer - Resta da vedere se i tradizionalisti formeranno una federazione scismatica, se si proclameranno la vera chiesa, o se non lasceranno le cose come stanno, fra l’ indifferenza somma della popolazione, che ha offerto la sua migliore testimonianza con Tony Blair, il quale ha dovuto aspettato di convertirsi al cattolicesimo per annunciare la sua Faith Foundation. Finché restava anglicano non poteva farlo: sarebbe stato contaminato dalla lenta agonia di una chiesa di stato per eccesso di liberalismo».
Diario del 16 Luglio 2008
«Il dogma è caduto», scrive la Taz, quotidiano della Berlino alternativa. «Il ponte si è rotto», sentenzia il vescovo di Lubecca Karl Ludwig Kohlwage. La stessa verità, lo stesso linguaggio, ma da due posizioni contrapposte. Litiga e si divide la Germania protestante dopo la sofferta decisione del Sinodo luterano dello Schleswig-Holstein, una delle chiese più importanti della comunità evangelica tedesca, di dare la propria benedizione anche alle coppie omosessuali purché la loro unione abbia i caratteri di un vero matrimonio. Tre giorni di sedute turbolente e polemiche feroci sono stati necessari al ‘parlamento’ protestante per approvare, con 60 voti favorevoli e 46 contrari, il riconoscimento, di fatto, dei matrimoni gay. Ma perché la benedizione evangelica cominci ad essere officiata nelle chiese luterane, occorrerà ancora aspettare che il collegio dei vescovi decida se esercitare il suo diritto di veto, come già aveva fatto un anno fa. Del collegio, insieme a monsignor Kohlwage, fanno parte l'altro vescovo conservatore Hans Christian Knuth e l'amburghese Maria Jepsen, capofila dei religiosi progressisti. Se quest'ultima venisse messa in minoranza, il Sinodo dovrà pronunciarsi ancora. Kohlwage e Knuth hanno provato di tutto nella riunione di Rendsburg per bloccare la storica apertura. Dapprima hanno presentato al Sinodo una proposta ultratradizionalista, che definiva il matrimonio come «il solo modello di orientamento cristiano per la convivenza fra i sessi». Poi hanno negoziato duramente per strappare un compromesso che potesse soddisfare la minoranza. Risultato: la benedizione verrà accordata non alle diverse unioni in quanto legittime forme di convivenza, ma «alle persone che in queste forme vivono in modo eticamente responsabile». Non solo, perché le benedizioni «non devono essere confuse con un vero e proprio matrimonio» e saranno officiate «in luoghi riservati legati alla cura delle anime».
«Abbiamo voluto specificare - ha spiegato la presidentessa del Sinodo, Elisabeth Lingner - che la benedizione è per coppie omosessuali stabili, non per chi cambia il partner spesso e facilmente». La signora Lingner ha respinto l'accusa di una «benedizione di seconda classe» lanciatagli dai commentatori più radicali, spiegando che «esistono molte forme liturgiche alternative al matrimonio». Ma ha ammesso che la formula approvata si può riassumere dicendo che le coppie gay «potranno essere benedette in sacrestia, ma non in chiesa». Lo spirito, secondo Elisabeth Lingner, è di non incoraggiare in alcun caso esibizionismo e spettacolarità: «Dobbiamo sviluppare forme che si differenzino dalla promessa di matrimonio, possiamo imparare da altre chiese come quella olandese». Limiti e riserve non tolgono nulla alla portata storica della decisione di Rendsburg. «La Chiesa - ha detto la presidentessa del Sinodo - ha imprigionato per secoli la sessualità, riservandola soltanto al matrimonio. Era tempo di uscire da quella posizione». La battaglia è appena cominciata. La polemica è al calor bianco. «Il Sinodo non è la Chiesa», ha dichiarato ieri il portavoce dei luterani Ocke Peters, un fedelissimo di monsignor Kohlwage, secondo il quale i fedeli delle singole comunità non sono affatto d'accordo con i membri del ‘Parlamento’. E per quanto tutti si affannino a negarlo, il tema è talmente esplosivo che neppure uno scisma nella confessione luterana è da escludersi. Il tema dei matrimoni omosessuali taglia trasversalmente i 30 milioni di protestanti tedeschi. Ieri un rappresentante della comunità evangelica di Berlino e del Brandeburgo ha ribadito il rifiuto alle nozze gay, ma ha invitato i vescovi «a prendere sul serio il bisogno di una coppia gay, che vive cristianamente, di ricevere una benedizione per la propria unione». E la polemica è già tracimata nel campo cattolico, dove il vescovo di Trier, Hermann Josef Spital, ha preso apertamente le difese degli omosessuali, contro gli attacchi del suo collega di Fulda, Johannes Dyba. Secondo Spital, l'omosessualità «non è per forza immorale» e nulla impedisce che anche i gay possano diventare preti.
Dopo l’ennesima decisione della Chiesa Evangelica Luterana d’America di proibire al suo clero di avere relazioni omosessuali, 82 pastori luterani hanno fatto coming out sui media americani.
La decisione del coming out serve per dimostrare che esiste un numero significativo di pastori omosessuali che vivono delle relazioni sentimentali vere. «Forzare la gente a mentire e a nascondersi va contro il messaggio centrale della Fede che ci esorta a dire la verità per essere liberi» ha riferito il reverendo Erik Christensen al Chicago Tribune. La Chiesa Evangelica Luterana d’America conta 5 milioni di fedeli solo negli Stati Uniti e, da alcuni anni, è attraversata da un profondo dibattito tra quanti considerano del tutto normale l’orientamento omosessuale e quanti invece continuano a vedere con sospetto qualunque forma di intimità sessuale tra persone dello stesso sesso.
Notizia da Gay.tv del 10 Agosto 2007
La Chiesa evangelica luterana d'America è riuscita a salvaguardare la proprio unità, messa a repentaglio da diversi approcci al sacerdozio e al matrimonio degli omosessuali, varando, al termine di una settimana di dibattiti, una serie di risoluzioni di compromesso.
Una mozione per l'unità è stata approvata con oltre l'80 per cento dei voti dei mille delegati presenti al Sinodo che si è svolto nei giorni scorsi.
La Chiesa, che rappresenta circa cinque milioni di cristiani americani, ha così respinto di stretta misura le proposte che erano state avanzate per allentare le limitazioni che sono imposte agli omosessuali, rifiutandosi di ammettere omosessuali che convivono al sacerdozio e di approvare, o incoraggiare, la benedizione di coppie gay e lesbiche.
Una delle proposte respinte avrebbe dato ai vescovi la facoltà di fare eccezioni al bando che impone la promessa di celibato agli omosessuali che vogliono accedere al ministero sacerdotale, a condizione che l'aspirante pastore fosse coinvolto in un rapporto di coppia stabile e soddisfacesse altre condizioni. La proposta è stata però respinta con 503 voti contrari e 490 favorevoli. Respinta anche la proposta di consentire ai pastori, a loro discrezione, di concedere alle coppie omosessuali la propria benedizione.
ANSA del 13 Agosto 2005
Una congregazione ha insediato ieri il primo pastore gay non celibe in Florida, buttando così benzina sull’infuocato dibattito nazionale circa il ruolo che i gay sessualmente attivi debbano avere nell'ambito delle Chiese Protestanti. Arlo David Peterson è stato nominato pastore della Chiesa Luterana della Santa Trinita l'11 novembre scorso, sebbene alle persone non sposate, inclusi gli uomini e le donne omosessuali, sia permesso di diventare pastore luterano solo se fanno voto di celibato.
«Ho mantenuto la mia sessualità nascosta per la maggior parte della mia vita, ma ho deciso di trasferirmi a Key West per il bene della mia relazione affettiva» ha detto Peterson, che é stato pastore luterano per più di 20 anni a New York ed è stato nominato pastore aggiunto della Chiesa della Santa Trinità nell'agosto del 1999. «Essere gay, qui non é un problema».
«Con il suo insediamento, Peterson va ad aggiungersi ad una dozzina di pastori luterani gay o lesbiche in tutta la nazione, che servono la loro comunità in disobbedienza alle leggi della Chiesa» ha detto Greg Egertson, membro del direttivo del Gay and Lesbian Lutheran Ministry, un gruppo a base nazionale che aiuta a trovare, collocare e certificare in modo indipendente i pastori omosessuali. Le chiese luterane in California, Kansas, Iowa e Minnesota hanno insediato, negli ultimi anni, pastori gay non celibi, nonostante gli ammonimenti della Chiesa Luterana Evangelica in America (ELCA), la quinta più grande confessione protestante del paese. La notizia della scelta di Peterson ha provocato un brusco ammonimento da parte del Sinodo Florida-Bahamas, l'organo regionale della congregazione, con sede a Tampa. Il suo insediamento potrebbe avere come risultato una pubblica censura da parte del Sinodo. Le sanzioni potrebbero andare da un'ammonizione fino all'espulsione della parrocchia della Santa Trinità dalla Chiesa Luterana.
Associated Press, 19 Novembre 2001
Le aperture che si iniziano a vedere all’interno delle Chiese Luterane mettono in allarme le congregazioni più conservatrici. Tra queste c’è la Chiesa Luterana del Missouri che raccoglie poco più di 2 milioni di fedeli in varie località degli Stati Uniti. Ecco di seguito un documento che, pur non essendo ufficiale, è stato scritto da uno degli esponenti di spicco di questa chiesa e riassume l’atteggiamento della maggior parte dei pastori.
Saluti a voi in nome del nostro Signore Gesù Cristo. Questo testo è destinato ad aiutare i cristiani a rispondere ad alcune domande sull'omosessualità. La Chiesa riconosce l’emergere di questo aspetto della vita personale come una sfida significativa e ancor più, come un'opportunità per dire la verità nell'amore, e per mettere il pratica il Vangelo di nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo.
Che cosa dice Dio sull'omosessualità nella sua Parola, la Bibbia?
Il Signore ci insegna attraverso la sua Parola che l'omosessualità è una distorsione peccaminosa del suo progetto che vuole che un uomo e una donna vivano insieme nel matrimonio come marito e moglie. Dio vieta in maniera categorica l'omosessualità. La nostra chiesa, il Sinodo della Chiesa Luterana del Missouri, ha dichiarato che il comportamento omosessuale è intrinsecamente peccaminoso. Qui di seguito spieghiamo i motivi di questa dichiarazione.
Si legge infatti, nella Parola di Dio, le seguenti istruzioni in materia di omosessualità:
«Non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna: è abominio». (Levitico 18 22).
«Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio». (Levitico 20,13).
«Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s'addiceva al loro traviamento». (Romani 1,26-27)
«Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio» (Prima Corinzi 6,9-10)
«La legge non è fatta per il giusto, ma per gli iniqui e i ribelli, per gli empi e i peccatori, per i sacrileghi e i profanatori, per i parricidi e i matricidi, per gli assassini, i fornicatori, i pervertiti, i trafficanti di uomini, i falsi, gli spergiuri e per ogni altra cosa che è contraria alla sana dottrina» (Prima Timoteo 1,9-10)
Attraverso la sua parola, Dio ci insegna molto chiaramente che l'omosessualità è un peccato. Una persona che persiste nel comportamento omosessuale cade sotto la condanna della Parola di Dio. Questo è vero per chi persiste nel peccato senza pentirsi. Potrebbe sembrare questo un messaggio impopolare, ma è la Verità insegnata da Dio nella sua Parola.
Qual è messaggio della Chiesa alle persone che sono omosessuali?
Si tratta dello stesso messaggio che la Chiesa proclama a tutte le persone: pentitevi e credete nel Vangelo! Tutti gli esseri umani nascono con una natura peccaminosa che si traduce in pensieri peccaminosi, in parole peccaminose e in azioni peccaminose L'omosessualità è una delle tante circostanze che mettono gli esseri umani in situazioni peccaminose. Dal momento in cui siamo nati sappiamo di dover affrontare il giudizio perfetto di Dio. Tutti noi, per natura, saremmo perduti e saremmo condannati come peccatori. Dobbiamo tutti attendere la misericordia di Dio in Cristo per la nostra salvezza.
Il messaggio più importante che la chiesa dà agli omosessuali è la promessa di perdono e la vita eterna attraverso la persona e l’opera di Gesù Cristo. Dio ha inviato il suo figlio in questo mondo, affinché vivesse una vita perfetta a nome nostro e, morendo di una morte perfetta, ci ottenesse la remissione di tutti i nostri peccati.
Una recente dichiarazione sull'omosessualità dalla Chiesa luterana in Australia riassume molto bene quello che la Chiesa dice sull’omosessualità: «La Chiesa, pur respingendo da un lato il movimento che sostiene la tolleranza del comportamento omosessuale nel nome della libertà dell'individuo e del progresso morale, deve anche opporsi alle reazioni di chi ha atteggiamenti di persecuzione e di ostracismo nei confronti degli omosessuali».
«La Chiesa deve mostrare comprensione e solidarietà per l'omosessuale, muoversi nei suoi confronti con amore e preoccupazione pastorale, essere pronta a dargli aiuto e incoraggiamento in qualunque modo possibile. Nello stesso tempo deve proclamare agli omosessuali, come deve farlo con tutti gli uomini, il giudizio di Dio contro il peccato e, soprattutto, il perdono del peccato per amore di Cristo e la possibilità di nuova vita attraverso il potere dello Spirito Santo».
Ha scritto di recente un pastore luterano sull’omosessualità: «Dio offre alla Chiesa una grande sfida e una formidabile opportunità. Noi possiamo proclamare la Parola di Dio in maniera chiara e fresca. Possiamo offrire nuove speranze ai peccatori facendo loro capire che Dio li ama. Possiamo provare che i peccati possono essere perdonati e che lo Spirito è in grado di fornire agli omosessuali l’energia per costruire una nuova vita in Cristo».
Che cosa possono fare cristiani per le famiglie degli omosessuali?
In passato si è tentato di ignorare i problemi e le sfide associate all’omosessualità. Come Popolo di Dio siamo in grado di intraprendere azioni concrete che possono dimostrare la nostra preoccupazione per gli omosessuali e per le loro famiglie. Pur affermando con chiarezza la realtà peccaminosa dell’omosessualità vogliamo proclamare alle persone omosessuale la promessa di Dio, che è una promessa di perdono in Gesù Cristo. Spesso i familiari degli omosessuali vivono la loro situazione con imbarazzo e con vergogna. Se i fedeli della nostra chiesa che sono amici e che sono parenti di questi familiari si comportano in modi che aumentano questo imbarazzo e questa vergogna, non deve sorprendere poi il fatto che essi tenteranno di dare una giustificazione razionale allo stile di vita peccaminoso del figlio o della figlia. I membri della nostra chiesa dovrebbero essere vicini e compassionevoli nei confronti di queste famiglie, esprimendo il loro amore a la loro preoccupazione ed offrendo l’incoraggiamento che ci viene dal nostro Signore Gesù Cristo.
Anche con una persona che è coinvolta in una stile di vita omosessuale gli amici e i familiari farebbero bene a condividere le loro convinzioni, sottolineando l’indulgenza dell’amore di Cristo e il fatto che la nostra speranza si trova solo in Lui. Sono molte le organizzazioni che lavorano con gli omosessuali che desiderano abbandonare il loro stile di vita. Tra questi c’è anche un gruppo luterano di cui vi forniamo gli indirizzi e i recapiti telefonici.
Come debbono rispondere i cristiani a quanti si fanno promotori dei diritti omosessuali?
Negli ultimi anni il movimento dei diritti omosessuali ha acquistato una influenza crescente anche all’interno di alcune chiese protestanti. Questo movimento lavora perché la nostra cultura accetti l’omosessualità come una delle forme naturali in cui gli essere umani esprimono la loro sessualità. Siamo arrivati al punto che addirittura si prenda in considerazione la proposta di accettare l’idea di matrimoni omosessuali. La Chiesa deve resistere a questa deriva con la verità della Parola di Dio. La nostra chiesa incoraggia i suoi membri di esercitare il loro dovere di essere, come cittadini cristiani, consapevoli e informati su questi temi. Il cittadino cristiano deve conoscere le posizioni assunte dai politici in materia di omosessualità e su tutte le altre questioni eticamente sensibili, per partecipare in maniera responsabile ai momenti in cui è previsto il suo contributo al processo di elaborazione delle strategie politiche. La Chiesa in quanto tale non è impegnata in questo processo politico, ma è tenuta a predicare il Vangelo. Questa è la missione della Chiesa. E nel predicare il Vangelo la Chiesa incoraggia i suoi membri ad essere cittadini responsabili e attivi nel nostro paese in maniera che vengano emanate leggi che riflettono la verità proclamata dalla Bibbia in materia di omosessualità.
Perché alcune chiese hanno cambiati le loro posizione sull'omosessualità?
Abbiamo notato cambiamenti, soprattutto in molte chiese protestanti del nostro paese, a proposito di omosessualità. Anche i media nazionali hanno descritto questi cambiamenti. La stampa ha proposto lunghi articoli su alcuni studi promossi da alcune chiese nazionali in materia di omosessualità. I media, però, non sempre distinguono tra le singole chiese luterane del nostro paese e, per questo motivo, alcuni membri si sono chiesti quali siano le posizioni del nostro Sinodo su questo argomento. Ma cosa implicano queste modifiche nelle singole chiese? In primo luogo si sono creati dei gruppi di omosessuali al loro interno che si muovono come delle vere e proprie lobbies e che stanno guadagnando una influenza crescente. In secondo luogo si è progressivamente manifestato un atteggiamento che porta a contestare l’autorità stessa della Sacra Scrittura.
Si sta infatti affermando un approccio critico alla lettura della Bibbia che mette l'uomo nella posizione di determinare ciò che è vero e ciò che non è vero nella Bibbia stessa. Con questo atteggiamento possiamo capire perché alcune chiese si siano allontanate dalla Bibbia nel parlare di omosessualità
Come possono i cristiani rispondere ai tentativi in atto di rendere l'omosessualità come uno stile di vita appaiono come semplicemente una vita alternativa?
Basta accendere la televisione e guardare alcune popolari situation commedies per rendersi conto di come sia in corso un enorme sforzo che ha come obiettivo quello di far passare l’idea che l’omosessualità sia semplicemente un’opzione accettabile. In questi programmi l’omosessualità è presentata come qualche cosa di perfettamente normale, come una variante naturale della sessualità che non crea problemi a nessuno. Le persone che considerano l’omosessualità come una deviazione o come un’anomalia vengono viste, in questi programmi, come delle persone omofobe che si pongono ai margini della cultura e della società. E’ quindi molto importante che i cristiani non si tirino indietro di fronte all’esigenza di ribadire, amorevolmente, ma anche con chiarezza, le verità proposte dalla Parola di Dio, parlando di questo problema. In particolare i genitori dovrebbero prendere il tempo per discutere di questo problema con i figli nel momento in cui questi ultimi hanno raggiunto l’età per poter affrontare certi discorsi.
Andrew Barry, presidente del Sinodo della Lutheran Church of Missouri
Siamo nella prima metà degli anni ’90 e il Corriere della Sera riporta la notizia di uno studio fatto da alcuni teologi della più importante Chiesa Luterana degli Stati Uniti.
Il Papa cattolico si ostina imperterrito a marciare in senso antistorico? Niente paura, ci pensano i cugini luterani a rimettere sul binario progressista il grande gregge cristiano. A due settimane dalla pubblicazione della controversa enciclica papale Veritatis Splendo, criticatissima dai cattolici USA, una task force della Chiesa luterana ha cucinato un esplosivo rapporto sulla sessualità che sta già creando un grande baccano, non soltanto tra gli oltre 5 milioni di adepti della cosiddetta Evangelical Lutheran Church of America. Nel documento, che sarà distribuito questo fine settimana, si legge tra l' altro che la masturbazione è un' attività salutare e perciò auspicabile, che i profilattici dovrebbero essere distribuiti gratuitamente ai minorenni perchè sono un deterrente contro l' AIDS e che i matrimoni omosessuali andrebbero una volta per tutte legalizzati. Gay e lesbiche all'altare, con la benedizione della Bibbia e sotto l' occhio benevolo e sorridente di Lutero? Proprio così. «Al cuore del matrimonio cristiano c'è il patto unificatore, spiegano i teologi luterani, e non certo un pezzo di carta o un cerimoniale». Dalla loro, puntualizzano, i gay hanno anche le sacre scritture: «Non è forse la Bibbia a chiedere ai cristiani di amare il prossimo come se stessi? -si chiede il rapporto -Ebbene, secondo noi gay e lesbiche fanno parte del prossimo che Cristo ci ordina di amare». Ogni riferimento all'accusa di perversione sessuale mossa dalla Veritatis Splendor al «male intrinseco» (che in papalese significa gay) non è certo casuale. Alla base di molti mali sociali, prosegue l'anti enciclica luterana, è proprio la posizione assunta dalla Chiesa, che ignorerebbe «la creata bontà della sessualità». Invece di reprimerla, da ora in poi i luterani d'America si impegnano ad incoraggiarla. Il che non significa però il via libera ad orge ed eccessi. «Ai nostri ragazzi bisogna insegnare anche valori più tradizionali, quali l'astinenza e la monogamia», prosegue lo studio, che spara a zero contro «adulterio, promiscuità, abusi sessuali, prostituzione, pornografia, violenza antigay e sfruttamento del sesso in pubblicità e spettacolo». Il rapporto, che non ha ancora raggiunto la scrivania degli oltre 20 mila pastori cui è stato indirizzato, sta già creando un putiferio in seno alla Chiesa luterana USA. «Il dibattito e le controversie sono inevitabili - afferma il reverendo Dale Hansen, pastore della St.Luke' s Lutheran Church di Times Square - soprattutto per le sue posizioni sui gay». Eppure i primi a schierarsi contro sono stati i vertici cattolici: «La nostra posizione su questi temi è arcinota - dichiara Joseph Zwilling, portavoce dell'Arcidiocesi di New York - Ribadiamo che non cambierà affatto per ciò che un altro gruppo di cristiani dice o fa». Nessuno ne dubitava.
Alessandra Farkas sul Corriere della Sera del 21 Ottobre 1993